Il Parlamento non violi per l’ennesima volta la Costituzione e il diritto della Corte Europea dei diritti dell’Uomo.

Dichiarazione di Maurizio Turco, Presidente della Lista Marco Pannella

“Il Presidente della Repubblica ha opportunamente ed a tempo debito invitato il Parlamento a legiferare per armonizzare le leggi in vigore per le elezioni della Camera e del Senato.

Dopo aver avuto per diverse legislature una legge elettorale palesemente anticostituzionale — nonostante i pareri di costituzionalità espressi da Camera, Senato e Presidenza della Repubblica — è evidente il tentativo avere una legge elettorale che determini una quota non indifferente di eletti a prescindere dagli elettori.

Il tutto in una abominevole situazione di somministrazione di comunicazione atta a condizionare e quindi pregiudicare le scelte degli elettori.

E’ questo il connotato probabile che la legge elettorale rischia di avere.
Connotato che può essere scongiurato solo dalla forza discreta del Presidente Mattarella.

Ci contiamo, lo sosteniamo e a lui ci appelliamo perché difenda le prerogative che gli sono proprie e che, in un paese abituato a presidenti che hanno sconfinato dagli obblighi costituzionali, per il suo attenersi alla lettera della Costituzione lo si denigra.

Infine, come sancito anche dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo, non si dovrebbero cambiare le leggi elettorali, le regole del gioco, a meno di un anno dalle elezioni.

Infine, come sancito anche dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo, non si dovrebbero cambiare le leggi elettorali, le regole del gioco, a meno di un anno dalle elezioni.

Non staremo certamente a calcolare le ore, ma altrettanto certamente non assisteremo al gioco dei trecartari che all’ultimo momento cambiano le carte in tavola.

Siamo sempre più convinti che il miglior sistema sia il collegio uninominale ad un turno, ma saremmo favorevoli anche ad una elezione in due turni purché si salvi il collegio, cioè il contatto tra eletto e territorio a discapito di quello tra eletto e cupole partitocratiche.”


Il Parlamento non violi per l’ennesima volta la Costituzione e il diritto della Corte Europea dei diritti dell’Uomo

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