Campagna dell’ Associazione Radicali Bologna a supporto del disegno di legge regionale sulla regolamentazione dell’uso della cannabis terapeutica a prima firma Franco Grillini, la proposta di legge regionale intitolata ‘Modalita’ di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalita’ terapeutiche’. Il documento si sviluppa in 7 articoli e stabilisce che i der

ivati della cannabis, sotto forma di specialita’ medicinali o di preparati galenici magistrali, possono essere prescritti sia dal medico specialista del Servizio sanitario regionale, sia dal medico di medicina generale, restando, in ogni caso, a carico del servizio sanitario regionale.
“Qualora i medicinali vengano prescritti da medico privato, la spesa derivante e’ a carico del paziente – si legge all’articolo uno – In ogni caso, e’ richiesto il consenso informato del paziente”. Il progetto di legge inteviente anche sulle modalita’ di somministrazione e acquisto dei farmaci, sul trattamento domiciliare e sui compiti di informazione sanitaria. Il quinto articolo riguarda invece gli ‘acquisti multipli’, disponendo che entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, la Regione promuova ed attui la centralizzazione degli acquisti presso un’unica Asl capofila.
Anche l’articolo 6 dispone che entro 3 mesi dall’entrata in vigore della Legge, la Regione promuova ed attui la produzione e lavorazione di cannabis medicinale “con qualsiasi soggetto dotato delle autorizzazioni alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici, ai fini della fornitura al servizio sanitario pubblico regionale”. L’Idv propone, infine, di stipulare una convenzione a livello locale con un soggetto autorizzato alla produzione di principi attivi stupefacenti per scopi sanitari.
Tale accordo, recita la relazione d’accompagnamento al pdl, “consentira’ ai malati ed al servizio pubblico della nostra regione di non dipendere esclusivamente dalle importazioni per l’approvvigionamento della cannabis medicinale, di razionalizzare le spese e di ridurre i tempi d’attesa che i malati non dovranno piu’ sopportare”.