Siamo totalmente contrari alla nuova ordinanza comunale in vigore da sabato 19 novembre che modifica gli orari di apertura e di chiusura delle attività commerciali di via Petroni..
Crediamo che sia profondamente scorretto imporre drasticamente un “dictat orario” a degli esercenti che abbiano compiuto grossi sacrifici e investito i propri denari in una attività che da un giorno all’altro subisce una netta riduzione del proprio tempo e di conseguenza dei propri introiti. Il tempo è denaro, questo è noto a tutti. Quel che è meno noto, anche se facilmente intuibile da esigenze di proporzionalità diretta, è che il denaro, privato del tempo necessario alla propria maturazione, spesso non può che collassare nella direzione del debito.
Nel concreto, le conseguenze di un provvedimento saturo di incongruenze e illogicità potrebbero essere più catastrofiche di quanto si immagini. Basti pensare a una pizzeria alla quale venga imposto di abbassare la propria serranda alle 20, ora in cui comunemente si consumano i pasti serali, per comprendere che la via al fallimento è bell’e spianata.
Senza poi considerare l’aspetto sociale, non certo trascurabile, di intere famiglie che potrebbero finire sul lastrico. Se il fine di questo provvedimento è quello di ottenere una maggiore sicurezza nelle strade, certo questo non accadrà attraverso l’isolamento, di solito ci sente molto più sicuri sotto la protezione di una fitta folla ignota che non con la compagnia dei soli propri passi. Se il fine è quello di ridurre gli schiamazzi notturni, di far cessare le malsane abitudini di scambiar per vespasiani le altrui abitazioni e di impedire una somministrazione di alcool ai minorenni, insomma di trovare il giusto equilibrio civico, come giustamente i cittadini richiamano a proprio diritto, allora per questo le norme vigenti sono assolutamente sufficienti ed efficaci, sempre se applicate. Probabilmente bisognerebbe solo accrescere ed intensificare i controlli, auspicabilmente a 24 ore su 24, per ottenere dei buoni risultati. Con questo si intende dire che chi trasgredisce la legge deve essere sanzionato, ma criminalizzare un’intera via di esercenti, trasformandoli a capro espiatorio delle proprie inefficienze e insufficienze, quando non mediocrità, civiche, porterà a un nulla effettuale, o come abbiamo appena prospettato a un netto aggravamento delle attuali condizioni.
