Presentazione del libro “Attenta vigilanza. I Radicali nelle carte di Polizia (1953-1986)

Posted 25 gen 2012 — by Arcangelo Macedonio
Category Senza categoria
Bologna, 31 gennaio 2012
ore 17,30
presso la Libreria Feltrinelli, piazza Ravegnana 1
Presentazione del libro
Attenta vigilanza. I Radicali nelle carte di Polizia (1953-1986)
Ne parleranno:
- Rita Cenni, giornalista di Oggi ed ex dirigente radicale
- Dario Petrosino, storico, Università della Tuscia (Viterbo)
- Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali
Modera Monica Mischiatti, segretaria di Radicali Bologna
Sarà presente l’autore, Andrea Maori

 

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Sono un migliaio gli appunti, le relazioni e i telex degli organi di Polizia rintracciati presso l’Archivio centrale dello Stato sull’attività del Partito Radicale dal 1953 al 1986: dalle prime notizie sulla formazione del nuovo partito, nato da una scissione dal Partito Liberale Italiano, nel libro di Maori viene ricostruita la storia radicale in particolare attraverso la vigilanza dei congressi, delle iniziative di disobbedienza civile e dell’intensa attività locale. Una parte del volume viene dedicata anche ad un’analisi delle carte di Polizia sulla Lega Italiana per l’Istituzione del Divorzio, il Movimento di Liberazione della Donna e il Fronte Unitario Omosessuali Rivoluzionario Italiano, movimenti che hanno avuto uno stretto rapporto di collaborazione e di federazione con i Radicali

AMNISTIA: Presidio di Radicali Bologna in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario

Posted 26 gen 2012 — by Arcangelo Macedonio
Category Senza categoria

Giustizia: amnistia per la Repubblica
9 milioni di processi pendenti, 28 mila cittadini in attesa di giudizio

La crisi della giustizia blocca la crescita del paese.

L’Associazione Radicali Bologna, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012, terrà un presidio il 28 gennaio, dalle ore 9, davanti alla sede della Corte d’Appello in piazza dei Tribunali a Bologna.

8mila persone stanno aspettando in carcere il momento del proprio giudizio: non sono ancora state dichiarate colpevoli e la metà di loro verrà riconosciuta innocente.
68mila detenuti sono ristretti in carceri che ne possono contenere appena 45mila.
9 milioni di processi stanno aspettando di essere celebrati. Tempi lunghissimi assillano la giustizia. I magistrati sono sottorganico e il carico di lavoro aumenta.
L’Italia è, al momento, uno stato illegale, non rispetta le sue stesse leggi e viola i diritti umani garantiti dalle convenzioni internazionali.
Per far ripartire la Giustizia, per eliminare la vergogna delle prescrizioni di massa, noi Radicali proponiamo una grande Amnistia per la Repubblica, un’Amnistia di diritto e non di classe, un’Amnistia per riportare l’Italia a essere un Paese civile.

Monica Mischiatti
Segretaria di Radicali Bologna
(339-8150231)

Radicali Bologna a fianco ai commercianti di via Petroni

Posted 20 gen 2012 — by Arcangelo Macedonio
Category Senza categoria

Le liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali varate dal governo ed entrate in vigore dal 2 gennaio aspettano di essere recepite dal comune di Bologna. Al governo cittadino restano circa 60 giorni per recepire la legge 111 del 2011, i Radicali Bologna si augurano che possa farlo al più presto e appoggiano la manifestazione odierna e tutte le iniziative non-violente che verranno attutate dai commercianti per rivendicare i loro diritti.

Bisogna accelerare la procedura per cercare di risollevare l’economia dei commercianti e dei lavoratori di via Petroni ma non solo. Infatti, grazie alla normativa comunale che disciplina gli orari  e impone ai commercianti la non vendita di alcool in cambio di un orario più elastico si è  arrivati a una netta diminuzione delle entrate. Questo vuol dire che alcune attività rischieranno presto la chiusura.

Non si può cercare di governare il mercato e gli orari, tanto meno se – come nel caso di via Petroni – si adottano dei provvedimenti che riguardano una sola via. Né sono valide le giustificazioni di ordine moralisteggiante; in questi mesi si è ampiamente dimostrato che chi vuole continuare a bere la propria birra cambia locale ma non cambia certo la propria abitudine. La liberalizzazione degli orari non solo potrà risolvere una volta per tutte la situazione nel quartiere universitario ma potrà finalmente fare una distinzione tra chi disturba la quiete pubblica e chi esce educatamente con i propri  amici, senza colpevolizzare gli esercenti o gli universitari.

Non vanno trascurate, inoltre, le ricadute positive sull’economia della città e sulla sua vivibilità, perché una città come Bologna deve offrire servizi in ogni momento, senza trascurare gli indubbi effetti positivi anche sul turismo. I commercianti potranno organizzare il proprio lavoro con maggiore flessibilità adattando i propri orari alla diverse esigenze dei consumatori.

Bologna ha bisogno di liberalizzazioni come il pane e ancor di più per il pane.

Prostituzione/Bologna. Poretti (Radicali). Censimento prostituzione solo inutile e pericolosa schedatura

Posted 14 gen 2012 — by Arcangelo Macedonio
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Dichiarazione della senatrice Radicale Donatella Poretti: Il censimento sulle prostitute portato avanti dai carabinieri in questi mesi a Bologna rischia di rivelarsi soltanto una pericolosa schedatura. Sono sempre stata dell’idea che sia necessario intervenire a livello normativo per un pieno riconoscimento dell’attivita’ di prestazione di servizi sessuali e remunerati tra persone maggiorenni consenzienti. Più volte ho proposto al Parlamento di affrontare la questione: l’ho fatto con la presentazione di un disegno di legge ed ora con un emendamento alla manovra economica sottoscritto anche dai senatori Emma Bonino e Marco Perduca: legalizzare significa anche e soprattutto regolarizzare in termini economici l’attivita’ meretricia, che potra’ essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata. Con un semplice calcolo approssimativo, su 70mila prostitute presenti nel nostro Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo medio per prestazione di 30 euro -con ampia approssimazione per difetto-, con un giro d’affari di 90 milioni al mese, oltre un miliardo l’anno. Naturalmente se leviamo a questo miliardo le minorenni e le straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni di euro annui. Cifra che spero il Parlamento non sottovaluti anche perchè -ripeto- si tratta di stime assolutamente al ribasso. Inoltre, da un tale provvedimento sarebbe notevole anche il risparmio in termini di risorsa lavoro da parte di forze di polizia e magistratura, che non dovrebbero più impegnarsi nel contrasto ad una prostituzione legalizzata e sottoposta a regime fiscale, e potrebbero concentrarsi con più efficacia nel contrasto dello sfruttamento della prostituzione anche minorile, ed altre tipologie di crimine. E non ci si scandalizzi sul fatto che l’attivita’ possa essere tassata visto che gia’ oggi accertamenti fiscali e redditometri nei fatti lo fanno. Se fosse legalizzata ci sarebbero non solo doveri pagare le tasse- ma anche diritti: assistenza sanitaria, previdenziale, etc.